martedì 5 luglio 2011

Io vivo di emozioni

Lo dico con sicurezza: io vivo di emozioni.
Emozioni belle e brutte, come tutti.
Ma una cosa hanno in comune
Le mie emozioni non le tengo mai celate.
Le grido le sussurro le sospiro.
Con la voce con gli occhi con le mani
Col pianto e col sorriso
Col dolore e con la gioia di vivere.

venerdì 17 giugno 2011

Indice di gradimento

Sono io stesso che canto la mia ninnananna e non papà. 
In braccio a lui, che mi dondola per addormentarmi quando sono stanco, eseguo una cantilena composta da una vocale sola: la 'a', mentre i miei occhi sono già chiusi nella piega del suo braccio destro, a cercare il sonno ancor prima della mia voce. 
Poi di colpo taccio per entrare nel non-luogo della vita, il posto della dimenticanza e dell'incoscienza, dove mi basta soltanto respirare per rimanere immobile per ore.
Ma ieri, che ero in vena di scherzi e di sperimentazioni, prima di addormentarmi ho voluto vedere che effetto facesse la mia canzone su chi la stava ad ascoltare.
Coricato fra le braccia di papà, ad ogni 'a' prolungato voltavo la testa verso quella del mio genitore per osservarne la reazione. Poi tornavo a chiudere gli occhi contro il suo gomito interno e a cantare, quindi nuovamente a girare il capo per incrociare altri occhi che mi sovrastavano. 
Sono andato avanti così, per diversi minuti, per saggiare l'indice di gradimento della mia musica.

sabato 11 giugno 2011

Di giorno gli occhi

E poi gli occhi 
piccoli soli accesi
di giorno 
a cercare una vicinanza 
che nel buio è corpo invece.

Gli occhi e anche il grido
che dice "guardami"
con un monosillabo
con uno sguardo
Con un sorriso quando ti giri.

lunedì 6 giugno 2011

Vicini

Dove non arrivano le parole c'è il corpo. 
Nella cecità notturna desidero una presenza. 
Come un sonnambulo cerco una sponda sicura. 

Senza parlare e senza nemmeno camminare. 
Perché non so fare né l'una né l'altra cosa. 
Nell'oscurità sono un cieco in cerca d'appiglio. 

Ho bisogno di un corpo e di un respiro. 

martedì 31 maggio 2011

Non meravigliarti

Non meravigliarti se ancora non so chiamarti papà e se ti sorrido appena ti rivedo. 
Non ti chiedere se sono contento perché è evidente che io lo sia. 
Ho due mani grandi e mi servono per afferrare ogni cosa che attiri la mia curiosità.
E se le mani non bastano ho il mio sorriso per raggiungerti.

lunedì 23 maggio 2011

Certo che non siamo le nostre parole

Certo che "non siamo le nostre parole". Se così fosse, io sarei un ammasso di versi, di urla e di sorrisi. Ciò che siamo invece è l'interpretazione che gli altri hanno delle parole e di questi miei versi, delle mie urla e dei miei sorrisi. Interpretazioni: ovvero opinioni, ossia quel che gli altri credono che certe espressioni vogliano dire. 
L'espressione sul mio viso che papà definisce "sorriso", così come il pianto, sono la sua interpretazione dei miei stati d'animo. Allo stesso modo, quando lui gioca con me, io mi diverto perché so che lui vuole divertirmi. E' in qualche modo un gioco delle parti, una specie di convenzione, proprio come quando faccio un sorriso e tutti sono d'accordo con l'affermare che sto sorridendo.

mercoledì 18 maggio 2011

Ieri ero in braccio a mamma sul balcone

Gli occhi non sono lo specchio dell'anima e nemmeno il riflesso di ciò che si pensa. Gli occhi rispecchiano semplicemente ciò che guardano. Come la pozzanghera che vede il palazzo che ha di fronte. Come il mare che si tinge di latte al mattino e d'arancio alla sera. 
Gli occhi sono l'interpretazione visiva di quel che si ha davanti. Sono un invito ad attraversare la strada, il biglietto per compiere un viaggio, il primo passo verso il futuro.
Ieri ero in braccio a mamma sul balcone a godermi il contrasto fra il sole già caldo e la brezza fresca della primavera. 
I miei occhi erano verdi di foglia, completamente dipinti dalla fronda del pioppo davanti casa.