giovedì 15 settembre 2011

Nostalgia

Il mare non è che un contenitore, avvolgente e leggero, che trattiene e che lascia liberi di muoversi, nello stesso tempo. E' una madre dalla quale far ritorno e che ti aiuta, con amore e comprensione, a restare a galla. 
E' per questo motivo che, al termine di un viaggio e al culmine della stanchezza, quando vedo questo enorme specchio azzurro, in presenza di questa assoluta precedenza, cessa qualsiasi fame e ogni minimo accenno di sonno. La nuova urgenza è toccare l'acqua, immergersi e perdersi. 
Il mare è il passato che torna, la mia prima forma di vita, buia e misteriosa, precedente a questa attuale. 
E' la nostalgia, il dolore che causa ogni volta il ritorno a ciò che si è amato a da cui abbiamo ricevuto il medesimo amore.

venerdì 19 agosto 2011

Amare con i denti

Ho un dentino, spuntato appena due settimane fa. Il mio primo incisivo, l'inferiore destro. E adesso mordo anche con un dente, non più soltanto con le gengive. Porto alla bocca tutto ciò che voglio mangiare e conoscere. Mordo, assaggio: mi approprio di pezzi di mondo. 
Assaporo la vita. La mastico senza essere ancora in grado di consumala. Guardo e qualche volta mi arrabbio se ciò che vedo e mi piace non viene da me. E, appena arriva, quel che faccio è scoprire che gusto ha la cosa che desidero, che appetisco e amo.    

lunedì 8 agosto 2011

Il mio primo bagno in mare

Ecco il mare, il mio primo bagno. 
L'acqua battuta dalle braccia, il corpo che galleggia come quello di una foca. 
Il mio aeroplanino gonfiabile, dove le gambe entrano appena, con il volante di plastica su cui ho appoggiato le mani, e il clacson che non suona. 
Ecco il sorriso, il bagliore del sole riflesso sullo specchio dell'acqua, il brivido di freddo appena si è alzato il vento.
Ecco il sonno, allontanato il più possibile e sopraggiunto ora, prepotente, mentre papà mi asciuga. 

martedì 5 luglio 2011

Io vivo di emozioni

Lo dico con sicurezza: io vivo di emozioni.
Emozioni belle e brutte, come tutti.
Ma una cosa hanno in comune
Le mie emozioni non le tengo mai celate.
Le grido le sussurro le sospiro.
Con la voce con gli occhi con le mani
Col pianto e col sorriso
Col dolore e con la gioia di vivere.

venerdì 17 giugno 2011

Indice di gradimento

Sono io stesso che canto la mia ninnananna e non papà. 
In braccio a lui, che mi dondola per addormentarmi quando sono stanco, eseguo una cantilena composta da una vocale sola: la 'a', mentre i miei occhi sono già chiusi nella piega del suo braccio destro, a cercare il sonno ancor prima della mia voce. 
Poi di colpo taccio per entrare nel non-luogo della vita, il posto della dimenticanza e dell'incoscienza, dove mi basta soltanto respirare per rimanere immobile per ore.
Ma ieri, che ero in vena di scherzi e di sperimentazioni, prima di addormentarmi ho voluto vedere che effetto facesse la mia canzone su chi la stava ad ascoltare.
Coricato fra le braccia di papà, ad ogni 'a' prolungato voltavo la testa verso quella del mio genitore per osservarne la reazione. Poi tornavo a chiudere gli occhi contro il suo gomito interno e a cantare, quindi nuovamente a girare il capo per incrociare altri occhi che mi sovrastavano. 
Sono andato avanti così, per diversi minuti, per saggiare l'indice di gradimento della mia musica.

sabato 11 giugno 2011

Di giorno gli occhi

E poi gli occhi 
piccoli soli accesi
di giorno 
a cercare una vicinanza 
che nel buio è corpo invece.

Gli occhi e anche il grido
che dice "guardami"
con un monosillabo
con uno sguardo
Con un sorriso quando ti giri.

lunedì 6 giugno 2011

Vicini

Dove non arrivano le parole c'è il corpo. 
Nella cecità notturna desidero una presenza. 
Come un sonnambulo cerco una sponda sicura. 

Senza parlare e senza nemmeno camminare. 
Perché non so fare né l'una né l'altra cosa. 
Nell'oscurità sono un cieco in cerca d'appiglio. 

Ho bisogno di un corpo e di un respiro.